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The Project

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THE PROJECT

Il progetto più inattuale del secolo.. per mucche viola

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A testa bassa

“Se il corpo del mondo non viene mantenuto sano, noi diventiamo matti”

 (James Hillman)

 “Un guerriero non può abbassare la testa, altrimenti perde di vista l’orizzonte dei suoi sogni”

(Paulo Coelho)

“Abbracci, strette di mani, sguardi. Emozioni. Tutto ciò che non può darci il virtuale. Viviamo il presente, nel mondo, nel corpo. Non scappiamo via”

(Simone De Clementi)

 Ci hai mai fatto caso? Esiste un mondo là fuori. Il sole, il cielo, il lago. Il mare o le montagne. La pioggia e il vento. Ci sono i nostri simili, ci sono gli animali, ci sono gli alberi e i fiori. E, mentre viaggiamo, mentre ci spostiamo, quotidianamente, per andare al lavoro, a casa o alla nostra meta, qualunque essa sia, ci sono volti, persone che sono potenziali incontri. Ci sono situazioni che potrebbero attirare la nostra attenzione: problemi, ma anche gioie; situazioni capaci di farci riflettere. Ci sono, ma noi ci passiamo in mezzo disattenti, quasi non fosse il nostro mondo. Siamo connessi, sempre connessi. E distratti.

A testa bassa, in treno, sul bus. Per strada. O con gli occhi fissi, senza uno sguardo attento, giriamo mentre ascoltiamo musica o voci in cuffia. Parliamo a voce alta non si sa con chi, mentre passiamo davanti alla vita. A testa bassa. Dling, bip. Ecco un messaggio, una connessione. Sappiamo tutto di quello che scrive un amico che abita lontano, non ci accorgiamo che il nostro treno è in ritardo. Scriviamo frasi d’amore al nostro vicino di casa, ma quando lo vediamo non riusciamo a spiccicare parola. Forse riusciamo a chiedere meccanicamente“Come va?” ma non ascoltiamo davvero la risposta. Siamo di fretta, siamo in chat con il mondo. Chiudiamo contratti, collaborazioni, perfino amori con un sms. Ma spesso siamo in difficoltà a gestire una relazione, una frustrazione, un conflitto.  A testa bassa. Possiamo dire con la leggerezza di un bit le peggiori cose di un collega, di un docente, di un professore, di un amico. Ma non faccia a faccia: siamo coraggiosi soltanto on line.

C’è qualcosa che mi fa pensare. Scriviamo stati, mandiamo tweet. Quasi ossessivamente. Postiamo selfie (un modo più moderno di dire autoscatto) con un narcisismo imbarazzante. Non per fare memoria, nella maggior parte dei casi, ma per mostrare, per mostrarsi. Per documentare ogni azione. Non importa quale. Basta esserci. A testa bassa qualcuno vedrà, leggerà. Eppure spesso dai nostri social rimane fuori il mondo: il nostro, quello vero. Se vogliamo davvero fare dei passi avanti dobbiamo provare a usare questa grande tecnologia in modo diverso. Dobbiamo portarci dentro la responsabilità, l’essere adulti, per davvero.

La vera questione allora non è entrare nei social, conoscerli, sapervi avere accesso. Ma abitarli responsabilmente, usarli per evolvere. Questa è la sfida. Questo il mandato.

Alziamo la testa. Guardiamo il mondo. Guardiamo la vita. La vita non è quella on line. La nostra umanità si gioca nelle relazioni, nello stare nel mondo, nelle città, nelle situazioni, non nel ritirarsi da esse. Alziamo la testa e cerchiamo sguardi oltre ai bip. Potremmo accorgerci che un buongiorno è molto meglio di un tweet.

Simone De Clementi

"Wide awake" (foto di Elisabetta Arici)

“Wide awake”
(foto di Elisabetta Arici)

Dal passato … per il futuro

... Per il nostro sogno ...“L’ultima decade è stata quanto mai eccitante. A dispetto delle tensioni e incertezze di questo periodo, qualcosa di profondamente significativo si sta facendo strada. I vecchi sistemi di sfruttamento e di oppressione stanno scomparendo; nuovi sistemi di giustizia e di uguaglianza stanno nascendo. Realmente, questo è un gran tempo per vivere. Perciò, io non sono ancora scoraggiato riguardo al futuro. D’accordo che il facile ottimismo di ieri è impossibile; d’accordo che ci troviamo di fronte ad una crisi mondiale che così spesso ci lascia eretti in mezzo al crescente mormorio dell’agitato mare della vita. ma ogni crisi ha al tempo stesso i suoi rischi e le sue possibilità: può significare salvezza o condanna. In un mondo buio e confuso , il Regno di Dio può ancora regnare nel cuore degli uomini”.

(M.L. King)

Sembra scritta ieri. Da un uomo che aveva un grande carisma, una grande visione, una grande fede. In Dio e negli uomini. E’ per questo motivo che ho scelto di iniziare queste riflessioni attraverso frasi, aforismi, brani di libri, articoli, poesie e testi in genere con un pezzo di Martin Luther King jr.

Trovo sia un pensiero illuminante, che può aiutarci nel presente. Che può farci trovare il coraggio di andare avanti, nonostante le difficoltà, che può aiutarci a raccogliere la sfida del futuro. Il nostro futuro, che sembra così incerto e minaccioso. Nella storia, è utile saperlo, ci sono stati momenti simili a questo. E siamo riusciti ad andare avanti. Valorizzando le nostre parti migliori, portando nuove idee, affrontando la paura con coraggio. E fede. un mondo sta finendo, lo vediamo chiaramente di fronte a noi. più che ripensare ai bei tempi che furono, a ricordare con nostalgia ciò che non può più essere, dobbiamo guardare avanti, insieme. Guardiamo i rischi, ma concentriamoci sulle possibilità: forse scopriremo grandi fortune…