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Leggere il mondo

“Oltre” (Foto di Elisabetta Arici)

“Poichè la nostra capacità in termini di spazio e tempo è troppo piccola per leggere nel libro del mondo, dobbiamo fidarci di coloro che vi hanno letto in passato o che, come contemporanei, poterono vedere ciò che noi non vediamo”

(Hans Blumemberg)

Se ci pensiamo aveva ragione Tommaso Campanella: ( http://it.wikipedia.org/wiki/Tommaso_Campanella) i libri di Dio concordano. Osservando la Natura e leggendo la Bibbia, e i testi sacri di molte religioni, sono infinitamente maggiori i punti di convergenza che le contraddizioni. L’universo che ci sta di fronte parla la lingua dell’universo che si cela in ogni uomo. Le leggi della fisica e i segreti del nostro cuore (che narriamo nella letteratura, nelle arti, nella filosofia) uniscono l’infinitamente grande con l’infinitamente piccolo, in una logica che va oltre quella conosciuta dalla nostra ragione. Il messaggio è proprio questo se ci facciamo caso: c’è qualcosa oltre. Oltre a quello che vediamo, oltre a quello che facciamo norma e sistema in questo mondo. Dipende da noi. Dipende da noi vedere e ascoltare. Dipende da come leggiamo questi libri. Se apriamo gli orizzonti, non vi è contraddizione perchè l’uomo unisce, amalgama i saperi, diviene parte attiva nella costruzione di una società migliore, più giusta e libera; se al contrario ci rinchiudiamo nel pregiudizio e nel dogma, tutto è più confuso, i libri si contraddicono e non vi è armonia. Sta a noi cogliere ciò che ci unisce, sta a noi provare a costruire ponti capaci di unire e non muri pensati per dividere. Non dipende da quanto siamo colti, da quanto abbiamo studiato, dalla condizione sociale: dipende dalla nostra esperienza di umanità, da quanto limpido è il nostro cuore. In questo senso i libri di Dio e i nostri libri sono specchi, perchè riflettono ciò che ogni uomo ha dentro di sè. Solo con la Sapienza, cioè con il cuore unito alla ragione, possiamo cogliere la concordanza nel mondo. E iniziare a indagare il mistero, che è dentro di noi prima che intorno a noi.

Simone De Clementi

 

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Cristiani in cammino nel mondo

“Non è una cosa così ovvia come spesso si crede che il cristiano possa vivere in mezzo ad altri cristiani. Gesù stesso visse in mezzo ai suoi nemici. Alla fine lo abbandonarono anche tutti i discepoli. Sulla croce rimase completamente solo, circondato da malfattori e da gente che si beffava di lui. Per questo Egli era venuto, per portare la pace ai nemici di Dio. Perciò anche il cristiano non deve rinchiudersi nella solitudine di una vita monastica, ma vivere in mezzo ai suoi nemici. Lì è la sua missione, lì il suo lavoro”.

(Dietrich Bonhoeffer, “La vita comune”)

Questa frase di Dietrich Bonhoeffer, teologo luterano tedesco morto nel Campo di concentramento di Flossemburg nell’aprile del 1945, mi ha sempre colpito e rappresenta uno dei cardini del mio credere, del mio essere cristiano. Richiama nella mia mente la Lettera a Diogneto e la missione di Paolo e Barnaba descitta negli Atti degli Apostoli. Spesso i cristiani cercano strade comode, scorciatoie. Si vive in comunità, in Parrocchia ma non si riesce ad andare nel mondo, a confrontarsi con esso. Si cercano porti sicuri, si etichetta l’altro come diverso. Si giudica, non si riesce a comprendere. Ecco, io credo che solo andando per i sentieri del mondo oggi si possa provare a ridare speranza. Scoprendo il Volto di Cristo nei fratelli, ma anche nelle persone apparentemente più lontane da noi. Come aveva intuito il Concilio Vaticano II, mai veramente attuato. Assistiamo ad Happening cristiani o a scontri ideologici: due modalità assai lontane da una comprensione del reale e dalla testimonianza. Assistiamo alla ritirata nelle mura delle chiese, sempre più vuote ed autoreferenziali. Io penso che il mondo ci aspetti. Aspetti idee e soluzioni ai problemi delle donne e degli uomini di oggi. Aspetti ascolto e speranza. Aspetti carità. Martin Lutero, con la sua forza polemica scrive: ” Il Regno deve essere in mezzo ai suoi nemici. E chi non vuole sopportare questa situazione, non vuol far parte del Regno di Cristo, ma vuole trovarsi in mezzo ad amici, sedere circondato da rose e da gigli, vivere non presso uomini malvagi, ma presso gente pia. O bestemmiatori di Dio e traditori di Cristo! Se Cristo avesse agito come agite voi, chi mai avrebbe potuto essere beato?” Già. In fondo siamo spesso autoreferenziali, cerchiamo di giocare sul comodo, siamo spesso poco accoglienti e disposti a dar ragione del nostro credere, delle nostre idee. crediamo di possedere la Verità, ma la teniamo per noi a volte senza provare a capirla. Io credo che il mondo aspetti. Che non si debba lottare con esso ma parlare con esso, nella coerenza del nostro credo. Io penso che si debba ascoltare, osservare, poi parlare. E credo che forse è venuto il tempo di mettersi in viaggio, spogliati da ideologie e brame di potere: nello zaino solo la Parola di Dio, nel cuore tanta umiltà.

Simone De Clementi

 

Bonhoeffer, una testimonianza viva

Bonhoeffer, una testimonianza viva